Fattura elettronica, manuale per sopravvivere


Il primo gennaio, al di là del nuovo anno che inizia, è una data da segnare in rosso sul calendario perché da quel giorno diventerà obbligatoria la fatturazione elettronica tra soggetti privati con partita Iva e verso i consumatori finali.

Introdotta dalla legge di bilancio del 2018 varata dal governo di Paolo Gentiloni, la misura impone l’emissione di fattura digitale per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato.

Che cos’è la fattura elettronica

GS1 Italy, associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo, ha messo a punto un vademecum per fornire indicazioni alle aziende che dal 2019 dovranno fare i conti con la rivoluzione del passaggio alla fattura digitale.

“La fattura elettronica – si legge nelle indicazioni operative fornite da GS1 Italy alle imprese – è un documento informatico, in formato strutturato XML, trasmesso per via telematica al Sistema di interscambio (Sdi) e da questo recapitato al soggetto ricevente, non contenente macroistruzioni o codici eseguibili tali da attivare funzionalità che possano modificare gli atti, i fatti o i dati nello stesso rappresentati”.

Quanto allo Sdi, si tratta della struttura istituita dal ministero dell’Economia, gestita dalla società pubblica di information e communication technology Sogei, “attraverso la quale avviene la trasmissione delle fatture elettroniche e già utilizzata nell’ambito della fatturazione elettronica nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Le fatture – aggiunge il documento di GS1 Italy – possono essere trasmesse allo Sdi direttamente dal soggetto obbligato a emetterle”.

Percorso unico standardizzato

Come si legge nel blog di Danea, società che realizza software gestionali dedicati, “oggi la fatturazione elettronica definisce un percorso unico standardizzato” grazie al Sistema di interscambio (Sdi) dell’Agenzia delle entrate:

  • la fattura elettronica viene compilata tramite un software di fatturazione elettronica;
  • viene firmata digitalmente (tramite firma elettronica qualificata) dal soggetto che emette la fattura o dal suo intermediario in modo da garantire origine e contenuto;
  • chi emette la fattura dovrà poi inviarla al destinatario tramite il Sistema di interscambio che, per legge, è il punto di passaggio obbligato per tutte le fatture elettroniche emesse verso la pubblica amministrazione e verso i privati;
  • dopo i controlli tecnici automatici, il Sistema di interscambio provvede a recapitare il documento alla pubblica amministrazione o al soggetto privato a cui è indirizzato.

“Il Sistema di interscambio – nota il blog di Danea – funge quindi da snodo tra gli interessati e ha il compito di verificare che il formato del documento ricevuto sia corretto e che i dati inseriti siano completi.

Il modo più semplice per compilare una fattura elettronica – sostiene Danea che in ogni caso, producendo software, è di parte – è farlo tramite il tuo software di fatturazione o gestionale. La procedura per fatturare è sempre la medesima. Redigi la fattura e poi, anziché stamparla o salvarla in pdf per inviarla via e-mail, generi il file fattura nel formato XML FatturaPA”.

Gli strumenti dell’Agenzia delle entrate

L’Agenzia delle entrate, sottolinea GS1 Italy, per semplificare una procedura che almeno nella fase iniziale, per i cambiamenti che comporta, così semplice non sembra, ha messo a disposizione dei soggetti tenuti a rispettare l’obbligo una serie di strumenti, tra i quali i seguenti sono i più importanti:

  • un software installabile sul computer per la predisposizione della fattura elettronica;
  • un’app accessibile mediante le credenziali Fisconline/Entratel, e procedura web per la predisposizione e la trasmissione allo Sdi della fattura elettronica;
  • un servizio web che permette la creazione di un codice a barre bidimensionale QR-code che consentirà l’acquisizione automatica delle informazioni anagrafiche Iva del destinatario e del relativo “indirizzo telematico”.

La sanzioni cui si va incontro

Mette in guardia il documento redatto da GS1 Italy: “Nel caso in cui l’operazione rilevante non venga documentata mediante fattura emessa in formato strutturato XML e trasmessa allo Sdi, ovvero laddove non provveda alla regolarizzazione di una fattura scartata, la fattura si considererà come non emessa rendendo applicabili le stesse sanzioni previste in caso di violazione degli obblighi di documentazione, registrazione e individuazione delle operazioni soggette a Iva”.

Gli esonerati

Sono esonerati dalla fatturazione obbligatoria coloro che applicano i regimi forfettario, dei minimi o di vantaggio e sono, inoltre, escluse le cessioni di beni e le prestazioni di servizi verso i non residenti, sia comunitaria sia extra.

Come sottolinea Anna Esposito, partner di Rsm Studio Palea Lauri Gerla, con la recente conversione in legge del decreto fiscale, la fatturazione elettronica obbligatoria è stata ulteriormente aggiornata.

Tra le novità, nota Esposito, “l’allargamento della platea degli esonerati che ora vede, oltre ai minimi, ai forfettari e alle imprese agricole che applicano il regime speciale Iva, anche i soggetti non residenti identificati ai fini Iva in Italia; gli operatori sanitari solo per il 2019 e solo per le fatture relative ai dati inviati al sistema della tessera sanitaria; e le associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per il regime speciale”.

Slittamento dei termini delle sanzioni

Un’altra novità introdotta dal decreto fiscale è lo slittamento dei termini per la sanzione agli inadempienti, fissato al termine del primo semestre, e per i contribuenti mensili al 30 settembre.

Come spiega Esposito, “il periodo entro il quale la tardiva predisposizione e trasmissione della fattura elettronica non sarà soggetta a sanzione è stato esteso fino al 30 settembre 2019 per i contribuenti mensili, a condizione che l’emissione della stessa avvenga entro il termine di liquidazione dell’IVA relativa al periodo in cui l’operazione si considera realizzata.

L’emissione della fattura oltre la data di liquidazione dell’IVA comporterà l’applicazione di una sanzione ridotta al 20 per cento”.

Esemplificando, prosegue la partner di Partner di Rsm Studio Palea Lauri Gerla, “se il 20 gennaio un operatore mensile consegna dei beni al cliente, potrà emettere e trasmettere la fattura allo Sdi entro il 15 febbraio senza incorrere in alcuna sanzione, ed entro il 15 marzo corrispondendo una sanzione per ritardata emissione del documento ridotta al 20% del suo ammontare; a tale sanzione è, inoltre, applicabile l’istituto del ravvedimento operoso.

A partire dal 1° luglio 2019 – mette in guardia Esposito – gli operatori potranno emettere la fattura immediata entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione, indicando in fattura la data di effettuazione dell’operazione”.




Luigi Narici
it.businessinsider.com/obbligo-fatturazione-digitale-elettronica-vademecum/

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