Manovra 2019 - Mai così tante misure per innovazione e digitale


"Partiamo da un dato: mai si erano messe in campo in una manovra di bilancio tante misure per l'innovazione e per favorire l'adozione delle tecnologie digitali". A tra giorni dal via libera parlamentare, è con soddisfazione palpabile che il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio fa il punto sulle misure per il digitale messe in campo dalla manovra 2019.
"Il nostro dovere e la nostra priorità - promette - sarà impegnare da subito le risorse destinate per far ripartire l'Italia nel segno dell'innovazione e del digitale. Sul piatto da subito ci sono 45 milioni in tre anni che si aggiungono ai 40 milioni già stanziati per la sperimentazione in ambito “intelligenza artificiale, blockchain e internet of things”.


90 mln per il Fondo Mise a sostegno del venture capital 
Al capitolo “start up e venture capital”, Di Maio ricorda il Fondo nazionale innovazione: «Abbiamo previsto che il ministro dello Sviluppo economico possa autorizzare la cessione di Invitalia ventures a Cassa depositi e prestiti che può esercitare la relativa opzione. Questa misura, sinergica rispetto al nuovo piano industriale di Cdp, condurrà alla creazione del più grande fondo di venture capital pubblico mai creato in Italia per il sostegno e lo sviluppo delle startup e scale-up italiane».

Poi c’è l’istituzione presso il Mise del Fondo per il sostegno del venture capital (dotazione 90 milioni di euro nei primi 3 anni), mentre anche soggetti pubblici potranno «investire in fondi di venture capital direttamente o indirettamente attraverso fondi di fondi».

Più detrazioni per chi investe in start up
Inoltre, aggiunge Di Maio, «abbiamo previsto la possibilità che nell'ambito dei piani individuali di risparmio si possa investire in fondi di venture capital prevedendo una soglia minima del 5% degli investimenti qualificati».

C'è poi la previsione che «non meno del 15% delle entrate dello Stato derivanti dagli utili o dividendi delle società partecipate dovranno essere destinati ad investimenti in fondi di venture capital» e la introduzione della «figura del “business angel” qualificato come soggetto che in maniera diretta o indiretta abbia investito almeno 40mila euro nell'ultimo triennio».

Infine, ricorda Di Maio, «abbiamo reso più attrattivo investire in startup innovative innalzando le soglie delle detrazioni fiscali previste dal decreto 179/2012 dal 30% al 40% per gli investimenti semplici e dal 30% al 50% nel caso di acquisizione dell'intero capitale sociale di una startup innovativa.

Abbiamo inoltre allargato le agevolazioni previste dal Dl 98/2011 rendendo più conveniente l'investimento di fondi di venture capital in startup innovative».

Industria 4.0 rimodulato su Pmi, accesso a in cloud tra spese agevolate 
Rientra invece nel capitolo ”tecnologie emergenti” il fondo blockchain, intelligenza artificiale e internet of things da 45 milioni in tre anni «per la sperimentazione delle tecnologie emergenti da parte del ministero dello Sviluppo economico».

In arrivo poi un voucher fino a 40mila euro per le Pmi che «vogliano avvalersi della consulenza di manager dell'innovazione per trasformare e migliorare il proprio business».

Stanziati anche oltre 200 milioni di euro «per garantire l'adesione dell'Italia ad un progetto europeo per lo sviluppo della microelettronica che vedrà coinvolte importanti realtà industriali operanti in Italia».

Rientreranno poi tra le spese agevolabili nell'ambito di Industria 4.0. i costi sostenuti per l'accesso a soluzioni in cloud. 

Gli interventi del piano Industria 4.0. verranno rimodulati verso le Pmi «che fino ad oggi hanno goduto solo in minima parte dei vantaggi derivanti dalla rivoluzione digitale». In particolare sia per Industria 4.0 che per Formazione 4.0 è stato «prorogato il credito di imposta modulando la misura sulle piccole e medie imprese».

Più risorse per acquisto di decoder e smart tv
Tra le altre misure per il digitale citata dal viceprmier pentastellato ci sono poi 80 milioni di euro in due anni per i programmi di innovazione tecnologica e digitale Rai e 9 milioni per la creazione del ”Tecnopolo del Mediterraneo”, con sede a Taranto”.

Nell'ambito del tavolo Tv 4.0. istituito presso il Mise - spiega ancora Di Maio - «abbiamo rivisto il piano di refarming della banda 700, fondamentale per lo sviluppo del 5G, prevedendo: un risparmio di costi per i cittadini che non dovranno cambiare le antenne per la ricezione dei canali Rai regionali».

Tra le decisioni adottate dal “tavolo”, anche la destinazione di frequenze dedicate per lo sviluppo della radio digitale «e più risorse per i cittadini per l'acquisto di decoder e smart tv a partire dal 2019».

IlSole24Ore Italia
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