COSA CAMBIA PER IL DIRITTO D'AUTORE NEL WEB?



DIRETTIVA SUL COPYRIGHT

Il Parlamento Europeo ha approvato definitivamente la dibattuta Direttiva Europea sul Diritto D'Autore nel Mercato Unico Digitale.
I 28 Paesi dell'UE avranno regole comuni per la gestione di proprietà intellettuali sulle piattaforme e servizi sul web. I singoli Stati hanno 2 anni per recepirla nelle leggi nazionali.


OBIETTIVO DELLA DIRETTIVA

Obiettivo della direttiva è di fare in modo che i giganti del web come Youtube, Facebook e Google paghino i diritti d'autore per la pubblicazione di contenuti protetti sulle loro piattaforme. In particolare articoli giornalistici, immagini, video e musica prodotti da autori, interpreti, giornalisti, editori, produttori di film musica, ecc. 
Secondo il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, si tratta di "un pacchetto di norme equilibrate che chiude l'era del far west in Internet e aiuta a "proteggere la creatività italiana ed europea e i posti di lavoro". Un esempio:
  • SPOTIFY 207 milioni di utenti mese 5.65 euro per 1.000 stream
  • YOUTUBE 1800 milioni di utenti mese 1.3 euro per 1.000 stream
UNA DIRETTIVA MOLTO DIBATTUTA

Da una parte coloro che intendono proteggere i diritti di chi produce i contenuti e le informazione e gli interessi dalle potenti associazioni di categoria di autori ed editori.
Dall'altra coloro che sostengono la libera espressione degli utenti del web e i grandi colossi tecnologici, che consentono la pubblicazione di contenuti.

In previsione del voto, Wikipedia ha deciso di oscurare le pagine di vari paesi europei in segno di protesta.  Secondo Google la direttiva, pur essendo migliorata rispetto al testo originale, "porterà comunque ad incertezza giuridica e impatterà sulle economie creative e digitali dell'europa".

LE QUESTIONI PIÙ CONTESTATE


L'art. 17 responsabilizza le piattaforme che condividono contenuti on line per le violazioni dei diritti d’autore effettuate dai loro utenti. Tali piattaforme dovrebbero esercitare delle forme di controllo su ciò che viene caricato dai loro utenti, in modo da salvaguardare la corretta pubblicazione di contenuti protetti dal diritto d’autore e rimuovere quelli illeciti.

L'art. 11 riguarda la protezione delle pubblicazioni giornalistiche e consente di pubblicare brevi estratti, indicando la fonte e prevedono il pagamento di compensi agli autori di materiale con copyright.

ALCUNI CHIARIMENTI


  Il testo approvato esclude esplicitamente dall'obbligo di rispettare le nuove norme:
  • i materiali degli enti culturali e scientifici;
  • i siti che diffondono contenuti senza scopo di lucro, come Wikipedia o GitHub;
  • le piattaforme dii software open source come GitHub;
  • la condivisione di link agli articoli protetti e la semplice citazione di parole chiave;
  • la rielaborazione di singole immagini come parodia (i cosiddetti meme).
2 DUBBI

La direttiva sembra voler estendere al mondo del web le tradizionali regole sulla protezione del diritto d'autore. Per far questo i provider di servizi dovrebbero dotarsi di filtri idonei ad individuare il caricamento di contenuti protetti e di bloccarlo (upload filter).
  1. Gli importanti costi di questi sistemi potrebbero scoraggiare i soggetti più piccoli, con la conseguenza di un'ulteriore concentrazione del mercato editoriale in poche mani.
  2. Gli upload filter sono strumenti già usati da grandi piattaforme come Youtube. Sistemi complessi che filtrano solo in parte il caricamento di contenuti protetti, a meno di non essere configurati in modo molto restrittivo. Ciò porterebbe alla rimozione indiscriminata di contenuti, col rischio di censure preventive e di limitazioni della libertà di espressione e informazione.

IDIGIT - Centro Sviluppo Innovazioni Digitali


FONTI E APPROFONDIMENTI

IL SOLE 24 ore Copyright, il Parlamento europeo approva la direttiva Ue. Cosa cambia ora 
UFFICIOBREVETTI.IT Copyright e diritto d’autore

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